Tre ore nel cuore del borgo

Di seguito vi proponiamo un tour a piedi da svolgere in completa autonomia, un itinerario studiato per farvi scoprire il cuore pulsante di San Donato Val di Comino, seguendo un percorso storico e culturale che vi condurrà attraverso luoghi ricchi di fascino, tradizione e mistero. Ogni tappa rappresenta un vero e proprio scrigno di storie antiche, leggende e testimonianze di un passato che vive ancora nelle pietre del borgo.

Prendetevi il tempo di immergervi in ogni angolo e di lasciarvi trasportare dalle atmosfere medievali che caratterizzano questo percorso, ideale per chi ama esplorare a piedi, con calma e curiosità, le meraviglie di un territorio unico nel suo genere.

Piazza Carlo Coletti, © Alessio Pellegrini

Il vostro tour inizia da Place Carlo Coletti, cuore pulsante del borgo, un luogo che racconta le origini e l’identità di San Donato Val di Comino. Qui, il passato e il presente si intrecciano armoniosamente: antichi edifici in pietra, architetture tradizionali e la presenza di una fontana secolare vi accolgono, creando un’atmosfera unica e carica di storia.

La piazza, intitolata a una figura importante della comunità, è stata teatro di innumerevoli eventi, manifestazioni e incontri popolari, e rappresenta oggi un punto di riferimento per residenti e visitatori. Sedetevi su una delle panchine, osservate i dettagli architettonici e ascoltate il mormorio degli anziani che ancora narrano antiche storie.

Ogni angolo di Piazza Carlo Coletti è un invito a conoscere tradizioni secolari, dai mercatini artigianali alle celebrazioni locali, in cui l’arte e la cultura si fondono per dare vita a un’esperienza multisensoriale. In questo spazio, dove la modernità si sposa con il patrimonio storico, si respira un’aria di autenticità e continuità, facendo di questa tappa l’ideale punto di partenza per un itinerario che vi condurrà lungo le vie del tempo e della memoria.

Porta Orologio, © Alessio Pellegrini

Proseguendo il percorso, vi dirigete verso la storica Porta a Greco, conosciuta anche come Porta Orologio, un’imponente struttura che segna l’ingresso nel borgo medievale. Costruita nel XV secolo, questa porta era originariamente concepita per difendere il centro abitato, fungendo da baluardo militare e da testimonianza delle esigenze difensive dell’epoca. La torre merlata che sovrasta il varco, un tempo essenziale per il controllo e la protezione del territorio, conserva ancora oggi tracce della sua funzione originaria, mentre le modifiche apportate nei secoli l’hanno trasformata in abitazioni a schiera che si integrano perfettamente nella trama urbana.

Passeggiando sotto il maestoso arco, immaginate le antiche battaglie e le leggende che narrano di briganti impiccati, simbolo di una giustizia antica e severa. Lasciatevi sorprendere dalla suggestiva stratificazione di storia che ogni pietra racconta: qui, il tempo sembra scorrere in maniera diversa, e ogni dettaglio architettonico vi trasporterà in un’epoca di cavalieri, torri e difese murarie. 

Piazza Colle, © Samuele Tocci

Dopo aver attraversato Porta a Greco, il tour vi conduce in Piazza Colle, un luogo intriso di fascino e suggestione storica, dove le tracce del Medio Evo si fanno evidenti in ogni dettaglio.

Questa piazza, con la sua architettura caratteristica e la presenza di antichi resti murari, rappresenta il fulcro del centro storico, dove le porte d’accesso, come la celebre Porta a Ponente e quella detta Porta a Maestro, si integrano in un quadro urbano che racconta la stratificazione e l’evoluzione del borgo. Camminando lungo le vie che si aprono su Piazza Colle, noterete la presenza delle scale sante, testimonianza della devozione popolare e dei pellegrinaggi che, nel corso dei secoli, hanno animato questo spazio sacro. Ogni scalino, ogni angolo, racconta storie di artigiani, commercianti e viandanti che hanno attraversato questo territorio, lasciando un’impronta indelebile nella memoria collettiva.

Interno del Santuario di San Donato Vescovo e Martire, © Samuele Tocci

Il percorso prosegue verso la Chiesa di San Donato Martire, un luogo sacro e ricco di spiritualità che ha attratto pellegrini e devoti fin dall’antichità. Questa chiesa, che un tempo faceva parte del ducato longobardo di Spoleto, fu affidata nel 778 ai benedettini e da allora ha rappresentato il centro della fede e della cultura religiosa del borgo.

Durante il XVI secolo, la comunità locale si è fatta promotrice di lavori di restauro e ampliamento, trasformando l’interno in tre navate decorate da stucchi, fregi e dorature, testimonianza dell’abilità artigianale e della profonda devozione dei sandonatesi. Gli affreschi del XVIII secolo, opera di Gaspare Capricci, narrano con intensità le vicende della vita del santo martire, mentre il portone imponente, ornato da una scena in cui Gesù caccia i mercanti dal tempio, ricorda l’antico divieto di trasformare il sacro in luogo di commercio.

Torre Medievale dei Conti di Aquino, © Samuele Tocci

Dal cuore del borgo, il percorso vi porta verso la Tour médiévale des comtes d'Aquino, un’imponente struttura che domina il paesaggio e offre una vista mozzafiato sulla Val di Comino. Costruita nel XIII secolo, la torre fu eretta dai famosi Conti d’Aquino, simbolo di potere e strategia militare, e rappresenta uno degli elementi più suggestivi e iconici della città.

La struttura, con la sua base quadrata e l’altezza che si staglia contro il cielo, era originariamente dotata di una porta d’accesso inusuale, raggiungibile attraverso una finestra posta strategicamente a sud, accessibile tramite scale o corde, a testimoniare l’ingegno difensivo dell’epoca. Durante il vostro percorso, potrete ammirare l’orientamento della torre, progettata secondo le declinazioni solari per indicare i quattro punti cardinali e per seguire il percorso del sole nei giorni degli equinozi e dei solstizi, trasformandola in una vera bussola antica. Tra le leggende, si narra di un cunicolo sotterraneo che collegava la torre alla cripta del Santuario di San Donato, custodito da un drago, simbolo di mito e mistero.

Questa tappa vi regalerà non solo una vista panoramica impareggiabile, ma anche l’occasione di riflettere su come il potere militare e la bellezza architettonica si siano fusi in un’unica struttura, rendendo la torre un punto di riferimento imprescindibile per ogni appassionato di storia e di panorami incantevoli.

Arco di San Donato, © Samuele Tocci

Continuando il tour, giungerete all’Arco di San Donato, noto anche come Porta a Levante, la principale via di accesso al Castrum Sancti Donati. Questa struttura imponente, caratterizzata da un elegante arco a sesto acuto, rappresenta il varco attraverso il quale il borgo accoglieva chi giungeva dalla storica Via Marsicana, collegando il mondo urbano a quello rurale e segnando un passaggio fondamentale nella storia del territorio.

Ristrutturata dopo il terremoto del 1349 e adattata allo stile francese dai Cantelmo, l’Arco di San Donato conserva ancora oggi i cardini in pietra che un tempo sostenevano le porte, simbolo della sua funzione originaria di controllo e di difesa. Camminando in questa zona, noterete anche l’area denominata “Ammarieglie”, che richiama il nome di antiche famiglie nobiliari, testimoniando la ricchezza storica e culturale della comunità.

L’atmosfera che si respira attorno a questo antico portale è carica di spiritualità, in quanto, durante il 29 luglio di ogni anno, il santo patrono affaccia per benedire il borgo, offrendo uno spettacolo emozionante e suggestivo.

Qui, scattate fotografie e lasciatevi ispirare dalla perfetta fusione di arte, storia e natura, che rende questa tappa una vera gemma del percorso e un invito a riflettere sul trascorrere del tempo e sulla continuità delle tradizioni.

Palazzo Quadrari, © Alessio Pellegrini

Il vostro itinerario vi conduce poi a Palazzo Quadrari, un’elegante dimora che racchiude secoli di storia, cultura e innovazione. Ristrutturato nella prima metà del XIX secolo dall’illustre Giustino Quadrari, il palazzo rappresenta oggi un punto di riferimento non solo per l’architettura, ma anche per il patrimonio culturale di San Donato Val di Comino. Passeggiando lungo la facciata, noterete il balcone maggiore decorato con le iniziali “G Q”, testimonianza del contributo di un personaggio di spicco che ha saputo valorizzare le tradizioni e la storia locale.

L’interno, arricchito da volte a crociera e padiglioni decorati con affreschi risalenti al XVIII e al XIX secolo, offre uno spaccato della raffinata maestria artistica del tempo, mentre lungo lo scalone si leggono epigrafi di epoca romana, scoperti durante ricerche archeologiche che hanno evidenziato il legame profondo tra passato e presente.

Palazzo Quadrari è anche simbolo di un fermento culturale e politico: vi hanno soggiornato importanti personalità e intellettuali, testimoniando il valore della residenza come centro di dialogo e di rinnovamento.

Duomo di San Donato, © Alessio Pellegrini

Proseguendo il tour, giungerete al Duomo di San Donato Val di Comino, dedicato a Santa Maria e San Marcello Papa, uno dei luoghi di culto più antichi e venerati del borgo. Le origini del Duomo si perdono nel Medio Evo, quando il paese si estese verso la valle, e nel corso del Settecento l’edificio venne ampliato e trasformato in una struttura basilicale, caratterizzata da una facciata barocca elegante e da decorazioni che evidenziano la ricchezza dell’arte sacra. Uno degli elementi più affascinanti all’interno del Duomo è l’organo a canne, probabilmente opera di Cesare II Catarinozzi, lo “Stradivari dell’organo”, che, grazie alla sua fattura raffinata e all’impianto fonico classico, incanta gli appassionati di musica e di storia. Camminando tra le navate, potrete ammirare le opere d’arte e le sculture che decorano gli spazi, e scoprire il segreto custodito sotto l’altare maggiore: l’urna di vetro che contiene il corpo di Santa Costanza, martire delle prime persecuzioni cristiane.

Questo luogo di culto, animato da riti e tradizioni secolari, offre un’esperienza che va ben oltre la semplice visita turistica, regalando momenti di riflessione e spiritualità, in cui la luce e l’arte si fondono per creare un’atmosfera di intensa bellezza e sacralità. 

Vista su Largo Lago, © Samuele Tocci

Dopo aver visitato il Duomo, il tour vi conduce verso Largo Lago, uno spazio aperto che rappresenta l’essenza autentica e rilassante di San Donato Val di Comino. Al centro della piazza, un maestoso platano secolare si erge come testimone silenzioso del trascorrere degli anni, offrendo ombra e conforto a chi si ferma a riposare dopo una passeggiata ricca di emozioni.

Intorno al platano, le panchine e i piccoli angoli di sosta invitano al dialogo e alla contemplazione, mentre il lento scorrere della vita quotidiana si intreccia con i ricordi del passato. Dal lato nord-orientale della piazza, un sentiero suggestivo si snoda tra antichi poderi e muretti a secco, conducendovi verso il Vallone dell’Obaco e la Valle d’Ischia, offrendo scorci panoramici in cui la natura si fonde con la storia. Il nome “Largo Lago” trae origine da un antico laghetto artificiale, un tempo indispensabile per la gestione delle acque e per il funzionamento del mulino locale, e che ancora oggi evoca storie di antiche tradizioni artigianali.

In questo spazio, ogni passo rivela dettagli di un passato ricco e variegato, fatto di piccole tragedie e di grandi rinascite, in un ambiente dove la bellezza naturale e il patrimonio storico si incontrano per regalare un’esperienza indimenticabile, ideale per chi desidera rallentare il ritmo e lasciarsi trasportare dal fascino autentico del territorio.

Spuort'dell Alluvione, © Alessio Pellegrini

Il tour si conclude con una tappa particolarmente carica di memoria: lo Spuort dell’Alluvione, un luogo che testimonia la forza della natura e la resilienza di San Donato Val di Comino. Il 28 settembre 1798, una violenta alluvione divise il borgo, lasciando dietro di sé la distruzione di numerose abitazioni e persino della chiesa dell’Annunziata, evento che segnò profondamente la storia della comunità.

Qui, tra un’opera pittorica di Luciano Tocci e una lanterna in ferro battuto realizzata artigianalmente, il sito è stato restaurato con cura e passione, trasformandosi in un memoriale vivente che ricorda il coraggio e la capacità di rinascita della popolazione. Passeggiando in questo luogo simbolico, potrete leggere le cronache antiche, immaginare il fragore dell’acqua e sentire il peso del tempo che ha visto scorrere lacrime e speranze. Lo Spuort dell’Alluvione non è soltanto un punto geografico, ma un vero e proprio museo a cielo aperto della memoria, in cui la storia e l’arte si fondono per trasmettere emozioni profonde. Fermatevi qualche istante, lasciatevi raccontare le vicende di quel tragico giorno e riflettete su come, nonostante tutto, il borgo abbia saputo trasformare il dolore in forza e unità.

Questa tappa finale rappresenta il perfetto epilogo di un tour che vi ha condotto attraverso secoli di storia, offrendo uno sguardo autentico e commovente sulla vita e la resilienza di San Donato Val di Comino.

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